martedì 3 febbraio 2015

Bruce sta cambiando sesso

Per Bruce Jenner, campione olimpico di decathlon, poi star di reality e patrigno del clan Kardashian, è in arrivo una nuova trasformazione. L'ex atleta protagonista di 'Al Passo con i Kardashian' vivrà presto una vita tutta al femminile dopo che per mesi il suo nuovo look aveva alimentato il gossip quasi quanto le foto del lato B della figliastra Kim. «Bruce sta cambiando sesso», hanno confermato a People fonti vicine alla famiglia: «Finalmente è felice. Il clan lo accetta». 
Medaglia d'oro alle olimpiadi di Montreal, Bruce Jenner ha 65 anni durante i quali ha collezionato tre mogli (l'ultima Kris Kardashian) e sei figli. Secondo People, l'ex atleta starebbe filmando il suo sensazionale viaggio attraverso le identità di genere: diventerà un docudramma che potrebbe andare in onda già quest'anno «quando anche lui sarà pronto a parlarne in pubblico», ha detto la fonte del settimanale. Adesso pare che questo momento sia arrivato: Jenner avrebbe scelto Diane Swayer, la vedova del regista del 'Grande Freddo' Mike Nichols per dare l'intervista più importante della sua vita.  L'INTERVISTA La Sawyer, una regina della televisione, ha lasciato in agosto il suo ruolo di anchor del programma World News della Abc promettendo, alla Arnold Schwarzenegger in 'Terminator', che sarebbe tornata presto. Intervista e docudramma potrebbero essere un momento chiave per l'accettazione del movimento trans la cui battaglia, secondo Time, costituisce «la nuova frontiera dei diritti civili in America». Questa frontiera sta ora per ricevere straordinaria visibilità in virtù del ruolo televisivo di un atleta famoso che per di più è il patriarca della Royal Family della reality tv negli Usa. Jenner è un testimonial che non potrebbe essere mainstream, e l'arma per il movimento trans potrebbe rivelarsi a doppio taglio. I tabloid che si nutrono di ogni mossa dei Kardashian lo tratteranno con rispetto o come un animale da zoo? In gennaio, quando le illazioni sulla metamorfosi di Jenner stavano arrivando a massa critica, la Glaad (Gay and Lesbian Alliance Against Defamation) aveva invitato i media a smetterla col gossip: «Illazioni sull'identità di genere di una persona infiammano soltanto l'attenzione morbosa e invasiva con cui i trans devono fare i conti ogni giorno a scuola, sul luogo di lavoro o semplicemente attraversando la strada». Basterà a fermare la macchina della stampa rosa? 
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